“L’attimo fuggente” in scena all’ex Ricciotti

Nei giorni scorsi, l’11 Gennaio presso l’Aula Magna del nostro Istituto le classi seconde e terze hanno assistito allo spettacolo teatrale “Mio Capitano”.

  La rappresentazione narrava dei metodi di insegnamento nel 1959, un po’ insoliti per il periodo, di un nuovo insegnante di materie umanistiche, il Prof. Keating non approvati dal Preside né tantomeno dalle famiglie. Il Professore comunque affascina la classe non solo per intelligenza e simpatia ma per le novità inserite nell’insegnamento.

  Per Keating la poesia era al centro di ogni cosa per far nascere e sviluppare lo spirito creativo e per liberare nei ragazzi le premesse migliori per le future scelte di vita. In particolare sette allievi seguono Keating con interesse capeggiati da Neil Perry, un diciassettenne dominato da un padre autoritario, che scopre una vocazione di attore. I sette ragazzi fondano la “Società dei poeti estinti” e di notte lasciano spesso l’Accademia per riunirsi in una grotta per comunicare tra loro e recitare versi propri e altri.

I sette ragazzi vivono così una speciale stagione ricca di scoperte ed entusiasmi. Purtroppo ad uno dei ragazzi, Neil Perry, un tragico destino lo attende poiché la tradizione e la rigidità del paese si scontra con le nuove innovative idee, e il ragazzo visto privarsi dal padre dell’unica cosa che lo rendeva felice, si toglie la vita.

Lo spettacolo pone l’accento sulla missione dell’insegnamento.

La scena a mio parere più commovente è stata quando i ragazzi uno dopo l’altro salgono in piedi sui banchi di scuola per salutare il loro Professore esclamando “ CAPITANO, MIO CAPITANO” ed è così potente perché tutti sentiamo il bisogno di un “maestro”. Sempre , dovunque a ogni età. Desideriamo senza rendercene conto una guida che indichi la strada. Senza spingerci, basta l’incoraggiamento. I maestri offrono aiuto, suggerimenti e ispirazioni. Segnalano svolte e insegnano prospettive, indicano una via e la illuminano.

I maestri veri non chiedono nulla in cambio perché la loro ricompensa è l’onore di trasmettere qualcosa, il piacere di aiutare chi viene dopo.

E’ stato uno spettacolo bellissimo e devo ringraziare il progetto ma il mio “GRAZIE” va ai nostri “maestri”, i nostri Professori che con Amore ci accompagnano tenendoci per mano incoraggiandoci e indicandoci le giuste vie.

 

Alessia Spaziani

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