Stefano Benni oggi all’Amministrazione provinciale

COMPAGNIA DEI CELESTINI
(motto: Se della morte è l’ora, Saluta la Signora)
Iscritti in data odierna
Memorino-tessera 1, presente.
Occhio-Di-Gatto-tessera 2, cancellato in quanto fuggito, acciuffato e rinchiuso in riformatorio. Si ignora dove si trovi attualmente.
Lucifero-tessera 3, presente.
Sguilla- tessera 4, cancellato per decaduta orfanità.
Saraffo-tessera 5, idem come sopra.
Alì-tessera 6, presente.
Stephan V.-tessera 7, deceduto per suicidio a Capodanno. Si ignora dove si trovi attualmente.

tratto da Stefano Benni, La Compagnia dei Celestini, 1992

Chissà se chi lo andrà a vedere oggi all’Amministrazione provinciale resisterà dal ridere. Una “mission impossible”, quasi. Quando si leggono i suoi libri, ricchi di fantasia, genio, estro e parolacce, non si può non ridere. Sempre una “mission impossible”, probabilmente.

stefano-benni_

All’Amministrazione provinciale era parecchio che non si vedeva uno scrittore del calibro di Stefano Benni. Di scrittori importanti a Frosinone non ne sono venuti moltissimi, poi: si può comunque citare Alessandro D’Avenia, autore di uno dei più bei romanzi sulla mafia degli ultimi tempi, “Ciò che inferno non è”; ci ha fatto visita anche Francesco D’Adamo, lo scrittore che ha narrato la vita di Iqbal Masih; infine a maggio verrà Dacia Maraini, fresca del suo ottantesimo compleanno, a raccontarci il suo “Sulla mafia”. Stefano Benni, invece, ci parlerà di sé; bolognese doc di 69 anni, con la sua brillantezza e ironia ha divertito tantissimi lettori italiani, con libri (che consigliamo) come “Bar Sport”, “La compagnia dei Celestini” e “Il bar sotto il mare”. Talmente apprezzato che il compianto Dario Fo lo avrebbe voluto candidare al Nobel per la letteratura (che lui ha vinto nel 1997), anche se lo scrittore ha rifiutato seppur lusingato. Talmente apprezzato che da “La compagnia dei Celestini” ci hanno fatto un cartone animato. Talmente apprezzato che personaggi da lui inventati sono ancora della memoria dei lettori, come il gelataio del Bar Sport o il burbero reporter Fimicoli. Autore anche di poesie, Benni siederà davanti a un salone dell’Amministrazione gremito di fan, che, di certo, alla fine lo assalteranno per chiedere autografi. E’ per questo che si preannuncia che sarà uno dei meeting più interessanti degli ultimi decenni.

L’uomo primitivo non conosceva il bar. Quando la mattina si alzava, nella sua caverna, egli avvertiva subito un forte desiderio di caffè. Ma il caffè non era ancora stato inventato e l’uomo primitivo aggrottava la fronte, assumendo la caratteristica espressione scimmiesca

tratto da Stefano Benni, prefazione di Bar Sport, 1976

 Pietro Sordi

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