L’antica rocca e le mura poligonali, una città da scoprire

Passando per la via Casilina, nei pressi di Alatri, se alziamo gli occhi al cielo distraendoci un attimo dalla strada, possiamo già vedere Frosinone. Oltre al Campanile che svetta nell’azzurro del cielo in tutta la sua fierezza, in “primo piano” vediamo un palazzo, dall’aspetto piuttosto moderno, che domina e guarda dai suoi trecento metri l’intera vallata del Sacco, diventandone padrone assoluto. Di solito la zona che occupa questo palazzo, in uno dei punti più elevati della città, è occupata da un castello oppure da una rocca. Perché a Frosinone troviamo un palazzo elegante ma moderno?

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La Prefettura e il Campanile

LA ROCCA

Il palazzo di cui stiamo parlando è la Prefettura di Frosinone, che si affaccia su due piazze, piazza della Libertà e piazza Vittorio Veneto e ha una storia piuttosto travagliata.

Sembra che dove oggi sorge, in passato ci fosse una roccaforte, dotata di due torri di controllo alte almeno una cinquantina di metri, che avvisavano i frusinati in caso di arrivo di nemici, il che si ricollega alla posizione delle prime città, in collina proprio per questo motivo.

Questo ci spiega dunque il motivo della posizione della Prefettura. Con il passare dei secoli il palazzo cadde in rovina, per poi essere radicalmente ristrutturato e ampliato intorno al ‘700.

Con questa ristrutturazione la rocca cambiò aspetto: delle due torri ne rimase solo una, “traslata” al centro, sul modello di Palazzo della Signoria a Firenze. La roccaforte fu ampliata, con l’aggiunta di nuove ali e arrivò a coprire anche l’attuale Piazza Vittorio Veneto. Verso la fine del secolo dei lumi venne di nuovo ristrutturata: demolita la torre, al suo posto una facciata in stile neoclassico impreziosita da una torretta dell’orologio. Il fabbricato, ormai non più rocca, divenne il Palazzo Apostolico fino al 1861, dopo l’annessione al Regno D’Italia Palazzo Del Governo, Sottoprefettura e sede delle carceri. Rimase invariato fino alla seconda guerra mondiale, quando venne ripetutamente bombardato. I danni furono molti e ingenti: del palazzo rimase poco meno del 30%. La facciata era stata parzialmente distrutta, gli interni anche e Piazza Vittorio Veneto era sommersa da cumoli di macerie. Con la ricostruzione, rimane solo l’ala superiore dell’edificio, quella occupata dalla prefettura, sparisce l’ala che ospitava la Sottoprefettura  di fronte alla Banca d’Italia e l’ala delle carceri che copriva Piazza Vittorio Veneto. La facciata viene inoltre privata della torretta dell’orologio.

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La Sottoprefettura (a sinistra), il Palazzo Del Governo (in alto) e le Carceri (in basso)

LE MURA

Pare inoltre che dalla rocca partissero delle mura poligonali che cingevano il centro storico di Frosinone. Secondo una ricostruzione, la rocca era situata nei pressi di uno dei due torrioni delle mura, mentre l’altro si trovava vicino alla chiesa di San Gerardo. Queste mura circondavano corso della Repubblica, Colle Campagiorni, il rione San Martino, via Garibaldi, l’Annunziata per arrivare a Piazza Risorgimento. Omettevano quindi il rione Giardino: la Porta Romana era l’unico accesso alla città. Di queste mura oggi non rimane nulla, a parte un piccolo tratto nei pressi della chiesa dell’Annunziata.

 

 

Giacomo Sordi

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