La premiazione del concorso “La donna come essenza della scrittura”: i vincitori

Tutto il mondo ha festeggiato la festa della donna, l’8 marzo (per le italiane è stata una  festa piena di proteste…).

La nostra scuola, si è mobilitata tantissimo per questa festa e sempre ieri, gli alunni si sono recati in Aula Magna per la visione della pellicola “The help”, trattante due delicatissimi temi come il razzismo e la violenza sulle donne, che ha ricevuto anche delle nomination agli Oscar 2012, tra i miglior film. E ancora una volta i nostri alunni si sono impegnati nello scrivere poesie o testi sulla donna da spedire al concorso “La donna come essenza della scrittura”, e che ancora una volta sono stati premiati.

In questo caso i complimenti vanno fatti a due docenti in particolare, ovvero Lucilla Riccardi e Giovanni Della Rocca: perché alcuni dei loro alunni hanno trionfato al concorso e così risultano vincitori anche in tutta la nostra scuola: la poesia migliore è stata composta da Silviana Rossi Ieranò della 2F (la quale è anche redattrice nel nostro giornalino), mentre a scrivere la lettera, che è piaciuta di più sono stati Gabriele Paniccia della 1E e Giorgia La Villa della 2E. Un grande risultato per questi ragazzi, il cui talento è stato riconosciuto dalla giuria che domani li premierà alla Villa Comunale,  circa alle ore 10:00. Ma Lucilla Riccardi, amata prof di lettere, ha una soddisfazione in più: oltre ad insegnare a Silviana Rossi Ieranò, si è saputo che a cinque dei suoi ragazzi della 2F andrà  il Premio Speciale: sto parlando di Alessia Faiola, Benedetta Caiazza (anche lei scrive per l’ISCO3), Niccolò Strangio, Metello Iafrate e Gianmarco Bracaglia. Insomma, un grande risultato!

Gli elaborati sono piaciuti anche alla presidente della Comissione esaminatrice del concorso, l’assessore alla pubblica istruzione Ombretta Ceccarelli, che per finire, ha voluto dedicare il premio al dottor Giuseppe Della Rocca, suo marito, morto a dicembre (padre del nostro prof che domani verrà anche premiato!) e che sarà per sempre ricordato per la sua semplicità, determinazione e sensibilità.

Ecco una delle lettere che è stata scritta da Gabriele Paniccia della 1E:

Lettera a Francesca

Francesca,

non so se leggerai mai questa lettera , mi sono vergognato, o meglio, mi faccio schifo per non avere il coraggio di dirtelo in faccia.

Si, ho paura anche io, sono un codardo. Sono un codardo per averti fatto soffrire, perchè ti ho picchiata più volte, ti chiedevo scusa e tu mi perdonavi, ma poi facevo di peggio. Scusa per quelle volte che non ho rispettato i tuoi diritti, per tutte quelle volte che mi sono sentito superiore, quando non è così. Ti chiedo scusa se no ti ho mai chiesto ciò che pensavi o ciò che volessi, o semplicemente… come stavi.

In casa mio padre non c’era quasi mai ed io stavo con mia mamma ma, quelle poche volte che c’era, insoddisfatto picchiava me e mia madre. Non dico questo per giustificarmi, perchè a maggior ragione, sapendo ciò che si prova non l’avrei mai dovuto fare.

Ma ora sono in una cella per pagare i miei errori ciò che avrei dovuto fare tempo fa.

So che tutto questo non basta per lenire ciò che ho fatto. Spero ci rivedremo, ci sentiremo anche solo per telefono.

So che non basterà, ma anche se non l’ho mai dimostrato ti amo, tanto, e voglio riconquistarti da uomo pulito dagli errori. Ora detto mi sento un po’ più libero ma con un lungo e faticoso cammino davanti a me.

Un bacio… non basta.

Firmato

Un uomo che ha fallito

 

Pietro Sordi

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