Secondo posto alle Olimpiadi della Lingua italiana a Larino

Nei quattro anni in cui ha preso parte alle Olimpiadi della Lingua italiana a Larino, Molise, l’Istituto Comprensivo Frosinone 3 ha sempre ben figurato, piazzandosi in ottimi posizioni di metà classifica. Nessuna impresa, nessuna epopea, ma tanta soddisfazione.

Infatti le precedenti formazioni olimpiche si erano sempre qualificate in semifinale fra venti scuole su settantadue, e una volta arrivati in terra campobassana si erano classificati tra i primi dieci comprensivi di tutta Italia. In tutto questo, nessuna apparizione in finale per i nostri ragazzi.

Nell’articolo precedente avevamo spiegato come le due professoresse, Michela Vitaliani e Donatella Loreto, erano molte ottimiste e speranzose, dato che consideravano molto competitiva la nuova squadra, formata da Riccardo Scaccia, Pietro e Ginevra Sordi, Vincenzo Zoino e Giovanni Frongia. Per cui all’arrivo al B&B “Il torrione” (luogo in cui i nostri alloggiano da ormai tre anni) c’era un’ottima e positiva atmosfera.

Quando i ragazzi hanno sostenuto la prova semifinale al liceo Classico ‘D’Ovidio’ (al cui interno ci sono anche le aule di un liceo scientifico, ndr) con loro c’erano altri centocinque olimpici: passare in finale sarebbe stata un’impresa, più che proibitiva molto complessa. Soprattutto dopo la gara, lo scetticismo dei cinque olimpici era alle stelle. Non sono bastati neanche i panini in regalo, il concerto di musica classica della sera e la maglia ufficiale del torneo con su scritto ‘Io amo la grammatica’ (se ci fosse stato scritto ‘I love grammatica’ non sarebbe stato un buon esempio di divisa ufficiale di un’Olimpiade della lingua italiana) a calmare i preoccupatissimi cinque ragazzi.

E non c’è neanche stato il tempo di una lunga dormita: perché a prima mattina la squadra, con le professoresse, avrebbe dovuto prendere di nuovo il vecchio Ducato con cui sono andati in Molise, destinazione Park Hotel Campitelli. Ma perché questo cambio di hotel? Perché in quel luogo avrebbe avuto luogo prima la proclamazione della classifica per scuole elementari, medie e superiori, e poi le finalissime per tutte e tre le categorie. E, con grande sorpresa, a passare in primo piano è stata la Ciociaria: i piccoli di una scuola elementare di Arpino si sono qualificati per la finale come primi, salvo sfortunatamente scendere al gradino più basso del podio e lasciare il loro trono ai pari età di San Severo; poi… finale anche per il nostro istituto, grazie al secondo posto ottenuto nelle semifinali!

L’ultima prova si annunciava già appassionante: i nostri ragazzi hanno avuto il tempo di svegliarsi dal sogno, perché era necessario uno spareggio fra i coetanei di Rosà e di Termoli, terzi a pari punti. A superarlo sono stati i primi e in finale, purtroppo, hanno vinto i marchigiani di Fermo, per un solo punto sopra ai nostri ragazzi: il responso definitivo è arrivato solo al termine di un altro complicato spareggio (da cui le cinque ragazze di Rosà sono state stavolta escluse) , in cui si dovevano scrivere delle frasi passive basandosi su alcune foto proiettate su una LIM. Da quanto sembra, i marchigiani hanno vinto solo per aver scritto più frasi dei nostri. Prima finale per il nostro comprensivo, ma anche prima assenza alla premiazione in dieci anni di Olimpiadi: a registrare questo record sono proprio gli olimpici frusinati, che non si sono presentati sul podio per un impegno imminente di uno di loro.

Perdere a Larino, alle Olimpiadi nazionali della Lingua italiana, perdere allo spareggio quando nella gara regolamentare (la finale) si era arrivati a pari punti con i futuri vincitori, perdere per aver scritto meno frasi rispetto ai primi in classifica sa di vera beffa, una beffa per cui è difficilissimo non rosicare. Ma perdere a Larino, alle Olimpiadi della Lingua italiana, perdere allo spareggio quando nella gara regolamentare (la finale) si era arrivati a pari punti con i futuri vincitori, perdere per aver scritto meno frasi rispetto ai primi in classifica sa quasi di mezza vittoria: perché arrivare a disputare la semifinale classificandosi fra i primi ventidue istituti su settantadue partecipanti è un risultato eccezionale; perché arrivare secondi su ventidue è ancora più difficile di quanto detto nel rigo sopra, per cui è un risultato ancora più eccezionale; perché giocare uno spareggio a due dopo aver chiuso la finale a pari punti con i fermani e distaccando di parecchio le cinque rosatesi è un risultato ancora più eccezionale; perché perdere per un punto allo spareggio solo per non aver scritto tante frasi quante ne hanno scritte gli avversari equivale essere arrivati pari anche in quella occasione; perché quanto è stato fatto equivale ad aver vinto. I nostri sono stati alla pari dei vincitori per tutto il tempo e anche il responso finale l’ha confermato: nel viaggio Larino-Frosinone c’è stato tutto il tempo per le chiamate ai parenti e i complimenti di questi ultimi, complimenti che anche le raggianti professoresse Vitaliani e Loreto hanno fatto. Complimenti che facciamo anche noi dell’ISCO3!

Pietro Sordi

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