Champions League, il sogno della Coppa dalle Grandi Orecchie

Champions League. Che belle parole. Che bel nome. Il nome della più prestigiosa competizione per squadre di club al mondo. Il sogno, insieme a quello di vincere un Mondiale, di alzare la Coppa Campioni è quello di ogni calciatore. Meglio ancora se con la propria squadra del cuore…

La nascita: diverbio tra Francia e Inghilterra
La Coppa Dei Campioni nasce in maniera abbastanza inusuale: un diverbio tra il giornale francese L’Equipe e la stampa inglese. I Britannici giudicavano i propri club i migliori al mondo. La nascita della UEFA fece venire ai francesi l’idea di rispolverare la Coppa dell’Europa Centrale, la Coppa Europa. Indirizzata dalla più importante FIFA, la UEFA respinse il progetto. Ma la stampa non si diede per vinta e convocò a sé 16 tra le migliori squadre d’Europa. La UEFA, vedendosi minacciata, accettò il progetto ma cambio il nome in Coppa Dei Campioni. La prima edizione si svolse nel 1955-56 e la finale venne disputata al Parc De Princes di Parigi.
Ma quali sono le squadre che sono riuscite a guadagnarsi l’ambita Coppa? Vediamole, dalla più titolata alla meno.

Real Madrid: Puskás, Di Stefano, Bernabeu, Mijatovic, Zizou, Ronaldo e (tanti) altri
Il club più titolato in Champions è, di gran lunga, il Real Madrid, capace di vincere ben dodici Coppe Dei Campioni. Nonostante quella attuale sia sicuramente una squadra da favola, i Blancos hanno avuto di meglio: parliamo della seconda metà degli anni ’50, quando la squadra comandata dal leggendario Santiago Bernabeu (a cui è intitolato lo stadio degli spagnoli), schierando campioni del calibro di Di Stefano, Puskás, Kopa e Rial riesce a vincere addirittura tutte le prime cinque edizioni. Dieci anni dopo la prima vittoria arriva la sesta coppa, con i gol di Amancio e Serena che in rimonta stendono il Partizan. Per una nuova vittoria occorre aspettare ben 32 anni: arriva grazie al famoso gol in fuorigioco di Mijatovic ai danni della Juventus. Due anni dopo la vittoria per tre a zero contro i connazionali del Valencia a Saint-Denis regala l’ottava Coppa. Nel 2002 Raùl e Zidane stendono il Bayer Leverkusen. La Decima la alza “Carletto” Ancelotti, con il Real che batte l’Atletico Madrid nell’ euroderby cittadino. L’Undecima arriva due anni dopo la precedente, il 28 Maggio 2016 battendo in finale di nuovo l’Atletico Madrid. La Duodecima è appena arrivata, meno di una settimana fa, battendo la Juventus in finale per 4-1.

 



Milan: Maldini padre, Maldini figlio, Berlusconi, Gullit e Van Basten
La prima delle sette coppe rossonere arriva nel 1962-63: i rossoneri, capitanati dalla bandiera Cesare Maldini, battono 2-1 il Benfica grazie a una doppietta di José Altafini. Sei anni dopo la seconda: una tripletta di Prati e un gol di Sormani stendono l’Ajax. In quella squadra, allenata da Nereo Rocco, giocavano Giovanni Trapattoni e Gianni Rivera. Nel 1986 la società viene rilevata da Silvio Berlusconi, e a Malpensa atterra il trio olandese Rijkaard-Gullit-Van Basten. Una squadra, allenata da Arrigo Sacchi, piena di campioni come Tassotti, Paolo Maldini, Costacurta, Baresi, Ancelotti, Rijkaard, Gullit, Van Basten e Evani che vince due edizioni di fila, ’88-’89 e ’89-’90. Dopo tre anni di assenza, la Coppa torna a Milano grazie a Fabio Capello e alla vittoria per quattro a zero sul Barcelona. Nel 2002-03, stavolta con Ancelotti nelle vesti di allenatore, il Milan batte la Juventus 3-2 dopo i calci di rigore (0-0 d.t.s). Ad Atene i rossoneri battono il Liverpool e portano a casa l’ultima, finora, coppa.


Bayern Monaco: Beckenbauer, Heynckes e Lahm
Al terzo posto troviamo il Bayern Monaco. La più forte delle tedesche si è aggiudicata la Coppa dalle Grandi Orecchie ben 5 volte. La prima è nel 1973-74 in finale contro l’Atletico Madrid. Anzi, nelle finali. La partita si gioca due volte dato che in finale non sono previsti i rigori. Se la prima è equilibrata (1-1 d.t.s.), nella seconda i bavaresi vincono addirittura 4-0. L’anno dopo Roth e Muller stendono il Leeds United. Lo stesso Roth sarà decisivo l’anno dopo all’Hempden Park di Glasgow contro il Saint-Etienne. La quarta arriva nel 2001 a San Siro contro il Valencia. Nella partita si segna solo su rigore: Effenberg dagli undici metri risponde al tiro dal dischetto di Mendieta. Vista la parità, si va ai… rigori dove il Bayern prevale all’oltranza per 5-4  La quinta coppa arriva nel 2012-13 battendo i connazionali del Borussia Dortmund per 2-1.

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Barcelona: Koeman, Guardiola, Messi, Iniesta e Tiki-Taka
Il primo successo per gli azulgrana arriva venticinque anni fa’: un gol di Koeman stende la Sampdoria campione d’Italia di Vialli. Nel 2006 la formazione allenata da Rijkaard batte 2-1 l’Arsenal di Arsène Wenger: i gol di Eto’o e Belletti rispondono a Campbell. Nel 2009 l’inizio di un ciclo fantastico: il Barcellona, allenato da Josep Guardiola e con un trio d’attacco formato nientemeno che da Lionel Messi, Samuel Eto’o e Thierry Henry, batte 2-0 il Manchester United di Sir Alex Ferguson allo Stadio Olimpico di Roma. Un anno di pausa ed ecco che la Champions torna in Catalogna: il Barça batte 3-1 di nuovo il Manchester United grazie ai gol di Pedro Rodriguez, Lionel Messi e David Villa. Per una nuova vittoria bisogna aspettare quattro anni. Il 6 Giugno 2015 il Barcellona allenato da Luis Enrique batte 3-1 la Juventus di Massimiliano Allegri grazie alle reti di Rakitić, Suarez e Neymar.

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Liverpool: Paisley, balletti e miracoli
Quinto posto per il Liverpool. Il primo successo dei Reds risale al 1976-77: allenato da Bob Paisley, il Liverpool batte per 3-1 il Monchengladbach con i gol di McDurmott, Smith e Neal. L’anno successivo un gol di Dalglish stende il Club Brugges. Sempre una sola marcatura (stavolta di Kennedy) regala al Liverpool la terza coppa. La quarta Champions arriva nell’84 ai danni della Roma dopo i calci di rigore: 4-2 per gli inglesi con il portiere zimbawese Grobbelaar che grazie ai suoi balletti disorienta i rigoristi Bruno Conti e Ciccio Graziani. L’ultima Coppa dei Campioni arriva dodici anni fa contro il Milan. Finale storica, che passerà alla storia come “Il miracolo di Istanbul”. Il Liverpool chiude il primo tempo sotto 3-0 per il gol di Maldini e la doppietta di Crespo. Nell’intervallo, però, i tifosi dei Reds che ci credono ancora iniziano a intonare le note di “You’ll Never Walk Alone, l’inno del Liverpool. Come una manna dal cielo: i gol di Gerrard, Šmicer e Alonso riportano la partita in parità. Ai calci di rigore Dudek pensa di imitare i balletti del suo collega Grobbelaar che regalarono al Liverpool la coppa: infatti neutralizza i rigori di Serginho, Pirlo e Shevchenko e regala al Liverpool la Champions.


Ajax: il calcio totale di Crujif e Louis Van Gaal
Unica squadra ad aver vinto 4 Champions, l’Ajax vede il suo periodo d’oro nella prima metà degli anni ’70: in quell’epoca nasce il calcio totale della grande Olanda di Crujif e Neeskens. Nel ’71 i Lancieri fermano i sogni di gloria di Ferenc Puskás sulla panchina del Panathinaikos: infatti prima di essere assunto come allenatore tra il magiaro e il presidente degli atenei ci fu più o meno questo dialogo: “Quanto mi dai se vinco il campionato?” “Abbastanza soldi” “E se vinco pure la coppa?” “Molti soldi” “E se arrivo in semifinale di Coppa dei Campioni?” “Un botto di soldi” “E se la vinco, la Coppa dei Campioni?” “Mezza Grecia”. Puskás si deve fermare al botto di soldi, perché i gol di Dijk e Han chiudono la partita. L’anno dopo una doppietta dell’Olandese volante Joahn Crujif stende l’Inter. Nel ’73 un gol di Rep regala la terza Coppa dei Campioni ai danni della Juventus. E sempre contro un’italiana, il Milan, Kluivert regala la coppa a Van Gaal.


Inter: la grande Inter di Helenio Herrera e José Mourinho
L’Inter, insieme al Milan, regala a Milano il primato di essere l’unica città ad avere due squadre capaci di aggiudicarsi la Coppa dalle Grandi Orecchie. La prima vittoria dei nerazzurri arriva per mano di Helenio Herrera, l’allenatore argentino che riuscì a costruire una delle Inter più forti di sempre. Il primo successo arriva nel 1964 ai danni del Real Madrid per 3-1: doppietta di Mazzola e gol di Milani. Il capitano è il mitico Giacinto Facchetti, in onore del quale l’Inter ha ritirato la maglia numero 3. Il secondo titolo arriva l’anno dopo contro il Benfica grazie al gol di Jair. Proprio in questi giorni ci ha lasciato Giuliano Sarti, portiere di quella mitica formazione. Il terzo e finora ultimo titolo arriva 45 anni dopo: l’Inter di Mourinho batte 2-0 il Bayern Monaco grazie a una doppietta di Milito e corona un’annata straordinaria.


Manchester United: Matt Busby, Bobby Charlton e Sir Alex Ferguson
Sono passati dieci anni da quando un disastro aereo a Monaco di Baviera ha decimato la squadra del Manchester United: tra i sopravvissuti ci sono l’allenatore, Matt Busby, e il giovane Bobby Charlton. In questi dieci anni Busby ricostruisce la squadra, facendola diventare campione d’Europa: è il 29 Maggio 1968 e il Manchester United alza per la prima volta il trofeo grazie alla doppietta di Charlton e ai gol di Gorge Best e Kidd.
Passano 31 anni e un altro allenatore scozzese, Alex Ferguson, anzi, Sir Alex Ferguson riporta sul tetto d’Europa i Red Devils battendo in finale il Bayern Monaco con una rimonta incredibile tra il 91′ e il 93′. Nove anni dopo battendo il Chelsea lo United riconquista la Coppa.


Juventus: Platini, dischetti, Hooligans e sette sconfitte
La prima vittoria in Coppa dei Campioni è tristemente offuscata dalla strage dell’Heysel, dove 39 persone, di cui 32 italiane, perdono la vita a causa della follia dei tifosi del Liverpool. La partita si gioca tra le polemiche e la Juve la vince grazie a un rigore del fuoriclasse francese Michel Platini. La festa si trasforma in una tragedia. Undici anni dopo, nel ’96, la Juve batte ai rigori 4-2 l’Ajax all’Olimpico di Roma e porta a casa la seconda coppa. Ma le vittorie in Champions non sono una tradizione per la Juventus: su nove finali giocate ben sette perse. Questo dato rende la Vecchia Signora la squadra più sconfitta in finale: contro l’Ajax, l’Amburgo, il Borussia Dortmund, il Real Madrid, il Milan, il Barcellona e di nuovo il Real Madrid.


Benfica: due di fila e Eusebio
Due coppe anche per il Benfica: nel 1961 e 1962. Arrivano contro le migliori squadre spagnole: Barcellona e Real Madrid. La prima contro gli Azulgrana per 3-1 e la seconda contro i madrileni per 5-3, con doppietta di Eusebio, il più forte (insieme a Ronaldo) portoghese di sempre e protagonista assoluto ai Mondiali inglesi del 1966. L’allenatore di quella squadra era Béla Guttmann che, tornato in patria dopo la vittoria sul Real, venne (quasi) inspiegabilmente esonerato. Piccato, Guttmann se ne andò dicendo “Me ne vado per sempre, ma sappiate che il Benfica non vincerà più una coppa internazionale, almeno per 100 anni”.
Sono passati 56 anni. E otto finali europee perse.

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Nottingham Forest: che ci fa qui in mezzo?
“Non mi considero l’allenatore più forte del mondo, ma sono sicuramente nella top one.”
Chi è che ha pronunciato questa frase abbastanza vanitosa? È stato Brian Clough, allenatore del Nottingham Forest. Anche un’altra sua frase è abbastanza famosa: “Se non andassi d’accordo su qualcosa con un giocatore, starei a parlarne tranquillamente, per ore e per arrivare alla conclusione che…ho ragione io.” Brian Clough sarà pure vanitoso, permaloso, arrogante e intrattabile, però sa allenare. Perché è uno che fa vincere al Nottingham Forest un Campionato, quattro Coppe di Lega, una Community Shield, due Full Members Cup, una supercoppa Europea e due Coppe dei Campioni: 1-0 contro il Malmö FF nel ’79 e contro l’Amburgo nell’80. Beh, di sicuro Brian Clough è nella top one.

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Porto: rimonta e, ancora, José Mourinho
Ultima delle squadre ad aver vinto due Champions, il Porto trionfa per la prima volta in Coppa dei Campioni nel 1987 rimontando sul Bayern Monaco grazie ai gol di Madjer e Juary. Il secondo successo arriva sette anni dopo sotto la guida di José Mourinho, con gol di Carlos Alberto, Deco e Aleničev contro il Monaco.


Solo una
Un trionfo a testa per Chelsea (2012), Steaua Buçaresti (1986), Olympique Marseille (1996), Borussia Dortmund (1997), Crvena Zvezda (o Stella Rossa, 1991), Celtic (1967), Aston Villa (1982), Feyenord (1970), PSV Eindhoven (1988) e Hamburger (1983).

Giacomo Sordi

 

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