A wonderful school, colori, arte e cuore per una scuola che accoglie e ricorda chi non c’è più

“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”. Questa frase di Peppino Impastato, che resta scolpita a fuoco nella memoria di tutti, esprime al meglio quella che è stata la giornata di ieri all’Istituto Comprensivo Frosinone 3. ]026d5a89-376c-46fe-83f5-173b28cfca6e Le professoresse Alessia Sanità e Clara Ferrante.

Un’assolata mattinata dedicata al primo traguardo di un progetto che proseguirà ancora per i prossimi due anni dal titolo “A wonderful school” ideato e gestito con cura a ogni minino dettaglio dalle professoresse Clara Ferrante e Alessia Sanità. Il giardino della Scuola Secondaria di Primo si è trasformato grazie a questo progetto in un fiume di colori e spazi da vivere: un percorso onirico che si snoda da alberi vestiti e aiuole, pietre che prendono vita e inferiate trasformate in fiori deliziosi.

Un anno di intenso lavoro che ha visto l’attiva partecipazione del Laboratorio inclusivo per una scuola che accoglie e include senza escludere e lasciare indietro nessuno. “Un sogno un po’ folle” ha spiegato la dirigente, professoressa Monica Fontana, che ha coinvolto però il cuore di tutti, insegnanti e allievi.

A rendere possibile il tutto anche  il fondamentale protocollo di Intesa con l’Istiuto Agrario che ha potuto dare un apporto significativo proprio sul percorso verde. Un protocollo che vede un’apertura della scuola al territorio e un riscontro immediato.

Il sindaco Nicola Ottaviani, presente al taglio del nastro di ieri mattina, ha tanto amato questa idea da chiedere un angolo come quest’area verde anche nel nuovo parco del Matusa di prossima apertura e inaugurazione.

Filo conduttore della mattinata il ricordo del professore Fabio Dialmi (presenti alla manifestazione i familiari) scomparso qualche mese fa e a cui nel giardino è stato dedicato un albero diverso dagli altri: vestito di bianco, un ciliegio che era risultato malato e quindi da abbattere e, che invece, è tornato a vivere: una metafora che è stata colta in pieno anche dai ragazzi che molto hanno apprezzato il lavoro svolta dal professore in questa scuola. “La scuola sia anche questo: vivere le emozioni così come i ragazzi ci insegnano” ha aggiunto la dirigente.

Ma altri due sono stati i momenti emozionanti della mattina. Quello dedicato alla vetrata artistica “Luce e  colore”, realizzata grazie al professor Marco Antonucci con l’antica tecnica del piombo e del vetro colorato che rappresenta il simbolo della scuola stessa l’albero appunto, che è il simbolo della cultura e del sapere: “Il colore e luce che invadono l’atrio delle scuola accolgono i ragazzi proprio al loro ingresso” ha spiegato il professore. Per l’occasione l’ottimo maestro, il contrabbassista Maurizio Turriziani ha voluto regalare un intermezzo musicale.

Infine il Museo della tecnologia, Mustec curato e ideato dalla dottoressa Cristina Cesselli, è stato dedicato alla memoria del professore Dialmi che proprio insieme alla Cesselli aveva avviato i primi lavori di selezione dei materiali del museo insieme alle classi della Scuola Secondaria di Primo grado.

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