Le Fraschette, campo di concentramento e internamento, se ne parlerà all’Amministrazione provinciale

La giornata della memoria, il 27 Gennaio, è una data nota a tutti.
Ogni anno, in questo giorno, si ricordano le vittime dell’Olocausto (lo sterminio di massa fatto dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei d’Europa e lo sterminio di tutte le persone
ritenute dai nazisti “indesiderabili” per motivi politici o razziali).   Ma orse non tutti sanno che esiste un di internamento a pochi passi da noi, è quello di Alatri, in provincia di Frosinone, chiamato le Fraschette.

Proprio in occasione del convegno in memoria delle vittime della Shoah che si svolgerà il 30 gennaio presso il Palazzo provinciale organizzato dall’Istituto Comprensivo Frosinone 3 a cui parteciperanno tutte le classi III del nostro Istituto si parlerà di questo luogo a pochi conosciuto nella nostra provincia. A parlarcene verrà Marilinda Figliozzi, coautrice del libro “Le Fraschette, da campo di concentramento e luogo della memoria”.

Il campo di concentramento e internamento delle Fraschette è stato istituito nel 1941 dai tedeschi per ordine di Hitler, è entrato in funzione il 1° Ottobre del 1942 fino al 19 Aprile del 1944.

Inizialmente, il Campo delle Fraschette fu costruito per ospitare prigionieri di guerra diventando, poi, un luogo di internamento di civili per lo più  slavi e greci, e delle altre popolazioni direttamente in guerra con l’Italia. All’inizio, nel 1942, accolse 780 persone e nel 1493 divennero 5500.

L’igiene era in condizioni critiche, sia perché nel campo erano presenti tante persone sia perché è stato costruito senza norme di sicurezza.

Questa situazione non passò inosservata, infatti, delle persone presero a cuore il destino dei prigionieri (come Edoardo Facchini, vescovo di Alatri).

Nel dopoguerra questo campo venne usato per altri scopi come, per esempio, centri di accoglienza per i profughi italiani. Però, con il tempo, venne abbandonato. Oggi le autorità comunali stanno cercando di riutilizzare questa struttura.

Avere una storia così drammatica vicino alla mia città, mi fa capire quanto sono fortunata ad essere nata in un paese in cui non c’è la guerra. Quindi, la giornata della memoria deve ricordare a tutti noi il sacrificio delle persone morte nei campi di concentramento.

Giulia Fionda

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