Il Giorno del ricordo sulle foibe per non dimenticare gli italiani “ignorati” per troppo tempo

Ricordare per non dimenticare. Queste le parole d’ordine dell’incontro tenuto la mattinata dell’11 febbraio nell’Aula Sinopoli del Comprensivo 3.

Alla conferenza erano presenti gli alunni delle classi terze e alcuni ragazzi facenti parte della redazione del giornalino d’istituto. Due ore intense tutte incentrate sul drammatico tema dell’eccidio delle foibe, di cui domenica si commemorava la giornata nazionale del ricordo.

All’incontro erano presenti la vice-dirigente e responsabile della Sezione Anticrimine Tiziana Belli, il comandante provinciale della Guardia di Finanza colonnello Alessandro Gallozzi, il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Pierino Malandrucco, il comandante della Compagnia Provinciale dei Carabinieri il Maggiore Antonio Di Cristofaro e Giancarlo Pavat, storico ricercatore presso il museo nazionale della guardia di finanza a Roma. Il principale oratore dell’incontro è stato Pavat che ha parlato dei suoi familiari, originari dell’Istria, costretti a scappare dalle proprie case per via delle persecuzioni da parte delle truppe del Maresciallo Tito nei confronti degli italiani residenti in quelle zone. La sua famiglia si è trasferita prima in un campo profughi istriani e poi a Trieste, dove poi Pavat è nato nel ’67. Ha parlato anche di come la sua famiglia, così come tante altre, non siano mai state accettate né in Istria, etichettati prima come austro-ungarici e poi come invasori italiani, né in Italia, perché etichettati come fascisti. A contorno delle parole di Pavat sono stati mostrati alcuni video a tema.
Una testimonianza di Claudio Smareglia, un estratto di un monologo di Simone Cristicchi, la canzone 1947 (scritta da Sergio Endrigo, anche lui profugo istriano) interpretata dallo stesso Cristicchi e infine due interviste a dei testimoni, Elsa Crevatin e Piero Tarticchio, ora ultra-ottantenni ma solo adolescenti all’epoca dei fatti.

Quello delle foibe e dell’esodo degli italiani in Istria è un tema ancora poco trattato oggi, ed è stata istituita una giornata del ricordo solo a partire dal 2004. Una mattinata, dunque, per approfondire un periodo ancora buio e confuso della storia italiana.

Giacomo Sordi

riproduzione riservata

 

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